Come cambia la figura dell’ingegnere idraulico nella prevenzione del dissesto idrogeologico
(pubblicato in: Il giornale dell’Ingegnere n. 3, Marzo 2015, pag. 18)
Marco Belicchi

SOMMARIO: I numerosi e gravi eventi alluvionali che hanno colpito il nord Italia nell’autunno 2014 (Milano, Genova, Chiavari,e Parma, colo per citare i casi più noti) offrono lo spunto per ripercorrere il ruolo insostituibile svolto dall’ingegnere idraulico nella prevenzione del dissesto idrogeologico in Italia e come tale ruolo si sia evoluto nel tempo: dallo straordinario lavoro svolto dalla “Commissione De Marchi” dopo la tragica alluvione di Firenze del 1966, alla pianificazione di Bacino nata con la Legge 183/89 ed attuata, ahimè, “a suon di alluvioni” (Piemonte 1994, Versilia 1996, Sarno 1998).

Numerosi in questi decenni sono stati i casi di studi, progetti ed interventi attuati che hanno visto il contributo tecnico e scientifico degli ingegneri idraulici; il punto di situazione attuale evidenzia, tuttavia, una serie di “nodi critici” di elevata pericolosità ancora da risolvere.

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