Il progetto in oggetto è costituito dall’insieme delle opere necessarie alla riqualificazione ambientale, igienico sanitaria ed idrogeologicadel Vallone San Rocco, che si trovava in uno stato tale da rendere urgenti i lavori di sistemazione idraulica ambientale.

Fra gli interventi di risanamento ambientale del Vallone San Rocco, risultava pioritaria l’eliminazione degli scarichi di acque reflue all’interno dell’Alveo San Rocco per conferire sicurezza igienica agli abitanti dei quartieri confinanti.

L’eliminazione di tali scarichi è stata perseguita attraverso la realizzazione di un sistema fognario a servizio dell’intero bacino di competenza del Vallone e che, dove possibile, si sostituisca alle profondissime ed ammalorate Collettrici, spesso soggette a fenomeni di crollo con conseguenti danni a persone e cose, e che recapiti i reflui al Collettore Arenaccia.

I recapiti finali sono quindi stati individuati nel Collettore Arenaccia per le acque nere ed attraverso quest’ultimo all’impianto di depurazione di Napoli Est, e per le acque meteoriche nella Galleria Scolmatrice al Sistema Secondigliano-Volla.

Nel luglio del 2001, in parte modificato nel marzo del 2002, è stato consegnato il progetto preliminare, che prevedeva la realizzazione di:

· circa 14 Km di fognatura da costruire ex-novo,

· circa 4 Km di collettori da ristrutturare,

· circa 7 Km di rete esistente da demolire,

· 15 partitori,

· 4 stazioni di sollevamento,

· 7 punti di scarico per acque meteoriche nell’alveo San Rocco,

· circa 100 m di corso d’acqua da realizzare ex-novo o da ricostruire.

In particolare, in accordo con il disciplinare d’incarico degli scriventi, si è proceduto alla progettazione definitiva ed esecutiva del Iº e del IIº lotto di opere evidenziate nel progetto preliminare. Il IIºLotto di opere, per tipologia di opere e per dislocazione territoriale è stato a sua volta suddiviso in due stralci funzionali di opere: in destra idraulica del Vallone S. Rocco (IIºLotto IºStralcio) ed in sinistra dello stesso (IIºLotto IIºStralcio).

L’area oggetto della progettazione degli interventi è costituita da una profonda incisione che attraversa da ovest verso est la zona settentrionale della città di Napoli. L’alveo si origina dalla Collina dei Camaldoli e si estende per una lunghezza di circa 7 Km fino a confluire nel Collettore Arenaccia, che immette le acque a mare all’altezza di Calata Marinella. Il bacino idrografico alla sezione di chiusura del Ponte su Via U. Masoni ha un’estensione di 9.2 Km2. Prima della realizzazione dei collettori le acque nere e meteoriche prodotte dal bacino urbanizzato del Vallone San Rocco affluivano in un sistema fognario che, salvo una quota parte di difficile valutazione allontanata da sfioratori di emergenza di dubbio funzionamento, le convoglia verso i due principali collettori della zona: la Collettrice profonda di Miano ed il Collettore Arenaccia.

Tali sversamenti in alveo, provenienti da scarichi non controllati, talvolta abusivi, o da fallanze del sistema, costituivano infatti una delle principali cause dell’intollerabile stato di degrado del Vallone San Rocco e rappresentavano il campanello di allarme dell’emergenza igienico-sanitaria dell’alveo e delle sue pertinenze.

Il risanamento del territorio è quindi partire dalla razionalizzazione dell’intero sistema fognario gravante sul corso d’acqua, prevedendo la sostituzione dei collettori esistenti non adeguati (insufficienti dal punto di vista idraulico e/o in cattive e pericolose condizioni statiche) e la realizzazione, dove necessario, di nuove opere. Di particolare importanza è la separazione tra rete fognaria e alveo del corso d’acqua che in talune zone si confondevano in un’unica canalizzazione. Il fondamento della progettazione, circa la scelta del sistema da utilizzare, è stato quello di realizzare fognature separate solo ove tecnicamente possibile, e con costi realisticamente sostenibili a breve o medio termine e con una elevata garanzia di ottenimento degli obiettivi prefissi. Negli altri casi, in particolare nelle zone fortemente urbanizzate, si è pensato di mantenere un sistema fognario promiscuo, mediante manufatti di partizione (o scaricatori di piena), in grado di sversare nel Vallone San Rocco le acque al di sopra di un fissato grado di diluizione.